Ne rimarrà solo uno

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Martedì, 28 Gennaio, 2014
Highlander

In una intervista il presidente della BCE, Mario Draghi, ha detto che «Con l’esame BCE le banche deboli chiuderanno». Magari, un esame dopo l'altro ne rimarrà una sola: indovinate quale?

Draghi ha dichiarato inoltre che il denaro dei contribuenti «sarà utilizzato solo come ultima risorsa nel caso di fallimenti delle banche». Già, prima vengono le svendite degli enti pubblici, i cosidetti "gioielli di famiglia", iniziata con Prodi e via via continuata dai suoi successori e colleghi di Glodman Sachs e della BCE. Ultimata la svendita, toccherà al denaro dei contribuenti, o a quel poco che sarà rimasto nel frattempo.

«C’è un impegno a livello di ministri delle finanze e di Capi di stato che prevede il coinvolgimento dei creditori delle banche» ha rivelato il presidente della BCE. Cosa significa questo passaggio? Potrebbe forse voler dire che ministri finanziari e Capi di stato si sono messi d'accordo con la BCE per mettere sempre e comunque le mani in tasca ai cittadini dell'Unione Europea? Guardando ai fatti, parrebbe di sì.

«Draghi ha tuttavia ribadito la necessità di lavorare ancora sul meccanismo europeo di risoluzione e sul fondo unico che sarà pienamente operativo solo fra 10 anni, un tempo ovviamente troppo lungo». Cerchiamo di tradurre anche questa affermazione: secondo il progetto per attuare il Nuovo Ordine Mondiale, al fine di eliminare le varie sovranità nazionali, la crisi durerà ancora almeno 10 anni, un tempo troppo lungo che li "costringerà", come annunciato, a coinvolgere i creditori delle banche, cioè a spennarli uno a uno. Più poveri i cittadini, più poveri i loro governi.

Finché alla fine ne rimarrà uno solo!